Ieri. Oggi. Poi ancora ieri. Poi niente rimane più lo stesso. Un susseguirsi di attimi sconnessi, incoerenti, slegati, troppo uguali ai frammenti di una vita già vissuta mille volte e mille ancora. Momenti familiari, eppure incredibilmente estranei e dolorosi.

Ti sforzi di comprendere, ma i pensieri muoiono sul nascere e la volontà si decompone lasciando una traccia putrida che ti insozza l'anima. Pensi che sia questione di un attimo prima che tutto torni al monotono, rassicurante conforto di quel mondo che saluti ogni mattina con un sorriso spento e svogliato.

Invece ti ritrovi di nuovo straniero nel tuo stesso corpo, incapace, inadeguato, inutile.
Come un folle rimani immobile, biascicando sillabe senza senso, mentre la soluzione
ti irride restando irraggiungibile ad un palmo di mano. E le parole, quelle vere,
quelle sane, quelle importanti, rimangono per sempre non dette.


Mauro, 2006