Soltanto paura

Quando ero piccolo
correvo veloce nei prati
volavo tra i viali alberati

Ora ho piedi pesanti
che lasciano impronte
troppo grandi, troppo profonde
e restano sempre impantanati

Creavo da solo i miei mondi
popolati di creature fatate
le facevo parlare col sole
le lasciavo cantare stonate

ora che avrei bisogno
di giocare ancora con loro
non capisco che una su cento
di tutte quelle strane parole

Quando ero piccolo
ogni luce mi pareva un portento
mi parlava di draghi e di incanti
di castelli nascosti nel vento
parole segrete semi di ogni sgomento

Poi il tempo cattivo
ha sciolto di colpo la vecchia magia
lasciandosi dietro soltanto rimpianti

Poi la noia nemica
ha spaccato tutti i ricordi
portandosi via i colori brillanti

Ci vorrebbe qualcuno a cucire
tutti i buchi strappati dal tempo
i miei occhi non vedono bene
e le mani non reggono l'ago

O forse invece è soltanto paura
L'anima che ora dovrebbe volare
è rimasta impigliata tra i rami
e aspetta smarrita che il vento
la venga finalmente a liberare